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L'UOMO DEL SI FEAT. PETRA MAGONI
-Be NEXT Music/ Universal Music Italia-
(Singolo)
L'Uomo del Si è figura tipica e caratteristica della nostra Italia.
Spesso riveste ruoli istituzionali.
L'uomo del si ti dice si, sempre si, ma non è un si di generosità è piuttosto un si di convenienza.
Conviene sempre dire si tanto poi se non dovesse succedere:”E' colpa del sistema!”
Chi di voi non ha conosciuto un Uomo del Si?
Io....?
Si!
(Claudia Cantisani artista)
“Da Produttore artistico ho sempre voluto realizzare un brano dal sapore etnico popolare al confine con sonorità baltiche e che, allo stesso tempo, evocasse ritmi e sonorità tipiche delle feste patronali dell’Italia del sud. L’incontro con la cantautrice Claudia Cantisani, ha coronato questo mio sogno; di fatto nel brano “L uomo del si”, sia la stesura melodica che il testo sono state la fonte di ispirazione a realizzare un vestito sonoro peculiare del nazional pop (popolare). Con la partecipazione dell’immensa Petra Magoni il brano stesso si arricchisce di una teatralità vocale che esalta la composizione, rendendola un vero e proprio inno alle “Feste di Paese”, alle domeniche e, contestualmente evidenzia con forza un testo di natura ironico, molto significativo e intriso di riflessioni.
(Mimmo Cappuccio produttore e arrangiatore)
SABRINA SUL PETROLIO
-La stanza nascosta records-
Il nuovo lavoro contiene collaborazioni di prestigio: Andrea Agresti (le Iene), Sergio Caputo, già “padrino” artistico di Cantisani- sue le note di presentazione al precedente Non inizia bene neanche questo weekend- e Alessandro Haber; interprete maschile tutto genio e sregolatezza di una storia dannatamente romantica, Sabrina sul petrolio, con un epilogo di inevitabile, prosaica, carnalità.
L’ormai collaudata coppia Cantisani- Del Vecchio, aggiunge un altro tassello al suo zibaldone pop-jazz: un affaccio privilegiato sul quotidiano in bilico fra atmosfere deliziosamente rétro e nuova modernità, indagine antropologica e irresistibile allure ludica.
Sabrina sul Petrolio contiene una magica rivisitazione dello storico brano di Sergio Caputo -Blu elettrico-
-La stanza nascosta records-
Dopo Storie d’amore non troppo riuscite (Crocevia di Suoni Records, 2013) la vocalist e compositrice, laziale di nascita ma lucana d’adozione, torna sulla scena musicale con un album scintillante, in cui sembrano convivere alchemicamente ricercatezza testuale e immediatezza evocativa, retrospettiva nostalgica e lungimiranza, spleen e leggerezza. Il physique du rôle e lo smalto vocale della Cantisani vestono nove pezzi (più-a chiusura del disco- una reprise corale de Il mio vecchio coupè) dalla forte vis cinematografica, magistralmente arrangiati da Felice Del Vecchio, che è anche coautore dei brani (unica eccezione Dimenticare il flamenco, firmata da Marcello Barillà).
Abstract concettuale dell’intero lavoro Come in un classico del jazz, in perfetto equilibrio tra divertissement linguistico e semiserio bilancio esistenziale. Fedele al mood swingante e jazzy, che è il suo marchio di fabbrica (si ascolti-su tutte-Un Paradiso del Jazz), Cantisani tratta la materia sonora con libertà, trasfondendola- parafrasando Sergio Caputo- in un felicissimo Pop, jazz and love, che vive di incastri perfetti tra ricerca lessicale e melodia catchy, allure rétro e nuova modernità".
Dallo swing scanzonato della title-track, passando per la bongustiana Il mio vecchio coupé, le atmosfere noir di Via vai, la saudade “addomesticata” di Tramonti andati, le incursioni boogie- woogie di Un paradiso del jazz, Claudia Cantisani disegna, con padronanza e ironia, scenari diirresistibile, autentica levità, intrisi di disimpegno solo apparente (Dimenticare il flamenco) e citazionismo dichiarato (si ascoltino gli incipit de Il mio vecchio coupé e L’entusiasta), vagheggiamento passatista e sberleffo giocoso. Immune dall’estetica patinata di certo jazz al femminile-stucchevole nell’esasperazione virtuosistica-la vocalità ludica ed evocativa di Claudia Cantisani, antidiva per eccellenza, si solleva sulla pesantezza del vivere dimostrando, calvinianamente, che nella sua gravità c’è il segreto della
leggerezza.

STORIE D’AMORE NON TROPPO RIUSCITE
- Crocevia di Suoni Records -
Originalità, personalità brillante, poetica votata ad un’ironia aggraziata e piacevole sono il marchio di fabbrica di questa giovane cantante, accompagnata in questo esordio da una band di musicisti notevoli: Felice del Vecchio al piano, Pietro Condorelli alla chitarra, Massimo Moriconi al basso, Massimo Manzi alla batteria, Massimo Morganti al trombone, Felice Clemente al sax e al clarinetto.
L’ispirazione, andando di brano in brano, è chiaramente quella della canzone jazzata all’italiana con testi molto curati. Così come lo sono gli arrangiamenti con echi di vaudeville e atmosfere circensi. Una situazione consona al tipo di voce di Cantisani, che non preme sulla dinamica o sui virtuosismi ma che tende a rendere al meglio la combinazione tra liriche e note. La musica della cantante lucana Claudia Cantisani è di quelle senza tempo, ispirata al jazz ed a quel tipo di storie cantate da Fred Buscaglione e da Sergio Caputo, con tanto umorismo e voglia di divertire e divertirsi. Atmosfere swing e deliziosamente retrò.
