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CLAUDIA  CANTISANI


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NON INIZIA BENE NEANCHE QUESTO WEEKEND   

-La stanza nascosta records-


Dopo Storie d’amore non troppo riuscite (Crocevia di Suoni Records, 2013) la vocalist e compositrice, laziale di nascita ma lucana d’adozione, torna sulla scena musicale con un album scintillante, in cui sembrano convivere alchemicamente ricercatezza testuale e immediatezza evocativa, retrospettiva nostalgica e lungimiranza, spleen e leggerezza. Il physique du rôle e lo smalto vocale della Cantisani vestono nove pezzi (più-a chiusura del disco- una reprise corale de Il mio vecchio coupè) dalla forte vis cinematografica, magistralmente arrangiati da Felice Del Vecchio, che è anche coautore dei brani (unica eccezione Dimenticare il flamenco, firmata da Marcello Barillà).

Abstract concettuale dell’intero lavoro Come in un classico del jazz, in perfetto equilibrio tra divertissement linguistico e semiserio bilancio esistenziale. Fedele al mood swingante e jazzy, che è il suo marchio di fabbrica (si ascolti-su tutte-Un Paradiso del Jazz), Cantisani tratta la materia sonora con libertà, trasfondendola- parafrasando Sergio Caputo- in un felicissimo Pop, jazz and love, che vive di incastri perfetti tra ricerca lessicale e melodia catchy, allure rétro e nuova modernità".
Dallo swing scanzonato della title-track, passando per la bongustiana Il mio vecchio coupé, le atmosfere noir di Via vai, la saudade “addomesticata” di Tramonti andati, le incursioni boogie- woogie di Un paradiso del jazz, Claudia Cantisani disegna, con padronanza e ironia, scenari diirresistibile, autentica levità, intrisi di disimpegno solo apparente (Dimenticare il flamenco) e citazionismo dichiarato (si ascoltino gli incipit de Il mio vecchio coupé e L’entusiasta), vagheggiamento passatista e sberleffo giocoso. Immune dall’estetica patinata di certo jazz al femminile-stucchevole nell’esasperazione virtuosistica-la vocalità ludica ed evocativa di Claudia Cantisani, antidiva per eccellenza, si solleva sulla pesantezza del vivere dimostrando, calvinianamente, che nella sua gravità c’è il segreto della
leggerezza. 


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STORIE D’AMORE NON TROPPO RIUSCITE

- Crocevia di Suoni Records -



Originalità, personalità brillante, poetica votata ad un’ironia aggraziata e piacevole sono il marchio di fabbrica di questa giovane cantante, accompagnata in questo esordio da una band di musicisti notevoli: Felice del Vecchio al piano, Pietro Condorelli alla chitarra, Massimo Moriconi al basso, Massimo Manzi alla batteria, Massimo Morganti al trombone, Felice Clemente al sax e al clarinetto.


L’ispirazione, andando di brano in brano, è chiaramente quella della canzone jazzata all’italiana con testi molto curati. Così come lo sono gli arrangiamenti con echi di vaudeville e atmosfere circensi.  Una situazione consona al tipo di voce di Cantisani, che non preme sulla dinamica o sui virtuosismi ma che tende a rendere al meglio la combinazione tra liriche e note. La musica della cantante lucana Claudia Cantisani è di quelle senza tempo, ispirata al jazz ed a quel tipo di storie cantate da Fred Buscaglione e da Sergio Caputo, con tanto umorismo e voglia di divertire e divertirsi. Atmosfere swing e deliziosamente retrò.​



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